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Canne fumarie: cosa dicono leggi e norme tecniche
Ogni quanto va pulita la canna fumaria? Chi deve occuparsene? Qual è la differenza tra spazzacamino e installatore? Qui trovate, spiegate in modo semplice, le regole principali che riguardano camini, stufe e caldaie.
È una guida informativa: non sostituisce il testo delle norme né le istruzioni del fabbricante del vostro apparecchio, che restano il primo riferimento.
Per appuntamenti e informazioni
Legge o norma tecnica?
Le leggi (come il D.P.R. 74/2013 o il D.M. 37/2008) sono obbligatorie per tutti. Le norme tecniche UNI descrivono invece come si fa un lavoro a regola d’arte: diventano un riferimento obbligato quando una legge o il fabbricante dell’apparecchio le richiamano, e in ogni caso sono il metro con cui si giudica se un intervento è stato fatto bene.
Per questo, prima di tutto, contano il libretto di uso e manutenzione del vostro caminetto, stufa o caldaia e le indicazioni di chi lo ha installato.
Le regole principali
UNI 10847:2017 – Pulizia dei sistemi fumari
È la norma di riferimento per il nostro mestiere: riguarda la pulizia dei sistemi fumari di apparecchi a legna, pellet e altri biocombustibili solidi e a combustibili liquidi, come le caldaie a gasolio. Descrive come si svolge un intervento fatto bene: prima si esamina l’impianto e la documentazione disponibile, poi si sceglie il metodo di pulizia adatto, infine si controlla il lavoro, si richiudono le aperture e si documenta quanto fatto.
UNI 10683:2022 – Apparecchi a legna e pellet
Riguarda installazione, verifica, controllo e manutenzione dei generatori di calore a biomassa, come caminetti, stufe e termocamini. È la norma che seguono soprattutto installatori e manutentori degli apparecchi. Vale per gli apparecchi fino a 35 kW di potenza al focolare.
D.P.R. 74/2013 – Esercizio e manutenzione degli impianti termici
Stabilisce che l’impianto va mantenuto in efficienza e sicurezza, secondo le istruzioni dell’installatore e del fabbricante. La responsabilità della manutenzione è di chi usa l’impianto: il proprietario o l’inquilino, oppure l’amministratore per gli impianti condominiali.
D.M. 37/2008 – Installazione degli impianti
Regola chi può installare o modificare un impianto: serve un’impresa abilitata, che rilascia la dichiarazione di conformità. Lo spazzacamino pulisce e controlla, ma non installa: se troviamo un problema che richiede lavori sull’impianto, ve lo segnaliamo e vi indirizziamo a un installatore abilitato.
Impianti a gas
Gli apparecchi a gas seguono norme specifiche e richiedono tecnici abilitati. Noi non interveniamo sugli impianti a gas.
Ogni quanto va pulita la canna fumaria?
Prima di tutto contano le istruzioni del fabbricante e di chi ha installato l’impianto: se danno indicazioni più restrittive, valgono quelle. Il nostro consiglio è pulire canna fumaria e canale da fumo ogni 30 quintali circa di legna bruciata e comunque almeno ogni 2 anni: canne lunghe, con curve o legna poco stagionata sporcano di più. Se l’impianto è rimasto fermo a lungo, fatelo controllare prima di riaccenderlo. Non esiste un obbligo di legge con una scadenza uguale per tutti: la periodicità dipende dall’impianto, dall’uso e dalle prescrizioni.
Il momento migliore: appena spento l’impianto
Il consiglio più utile è prenotare appena smettete di accendere il camino o la stufa, in primavera o in estate. Così l’impianto è pronto per l’autunno e si evitano le attese: da settembre a dicembre le richieste aumentano molto e i tempi per un appuntamento si allungano.
Puzza di fuliggine in casa d’estate?
È un problema frequente. Con l’impianto spento e il caldo, il tiraggio può invertirsi: invece di salire, l’aria scende lungo la canna fumaria ed entra in casa portando con sé l’odore dei depositi di fuliggine e creosoto, che con l’umidità si sente ancora di più. Pulire la canna subito dopo la stagione toglie gran parte di quei depositi e quindi riduce molto l’odore. Se il problema resta anche con la canna pulita, conviene farla controllare: può dipendere da come entra l’aria in casa o da come è fatto il comignolo.
Per le stufe a pellet la frequenza dipende molto dall’apparecchio e da come viene usato: seguite il libretto del fabbricante e, nel dubbio, chiedeteci un consiglio. Per forni di pizzerie e panifici, che lavorano tutti i giorni, servono più pulizie l’anno: per questo proponiamo un contratto di manutenzione.
Il rapporto di controllo
Dopo ogni intervento vi lasciamo un rapporto scritto con lo stato dell’impianto e le eventuali anomalie trovate. È il documento che dimostra che la pulizia è stata fatta: conservatelo insieme al libretto dell’apparecchio.
Dubbi sul vostro impianto?
Scriveteci o chiamateci: vi diciamo cosa serve, senza impegno.


