Accensione dall’alto: come accendere camino e stufa con meno fumo

Illustrazione di un camino con la legna preparata per l'accensione dall'alto: ciocchi grandi sotto, legnetti e accendifuoco in cima, piccole fiamme in alto

SardaCAMINI SPAZZACAMINI ·

Quasi tutti accendono il fuoco nello stesso modo: carta e legnetti sotto, ciocchi grossi sopra, e poi si soffia o si sventola finché non parte. È il modo che di solito fa più fumo all’inizio, sporca prima il vetro e lascia più depositi nella canna fumaria. C’è un sistema più semplice e più pulito, che funziona nella maggior parte dei caminetti e delle stufe a legna: l’accensione dall’alto. A prima vista sembra un controsenso, accendere il fuoco cominciando dall’alto. Ma c’è una spiegazione, e riguarda soprattutto il fumo.

Non è un’idea nuova né un trucco da internet. In Svizzera le autorità per l’ambiente la consigliano da anni come il modo di accendere con meno emissioni, e in Danimarca è stata promossa con una campagna nazionale fatta insieme agli spazzacamini. Da noi la conosce ancora poca gente.

Perché il fuoco acceso dal basso fa fumo

Illustrazione di una stufa a legna accesa dal basso: legnetti che bruciano sotto ciocchi grossi non ancora presi, fumo grigio nella parte alta del focolare e vetro leggermente annerito
Illustrazione: accensione dal basso. La fiamma è piccola e sotto, la legna sopra fuma prima di prendere e il fumo comincia a sporcare il vetro.

La legna non brucia tutta insieme. Quando si scalda, prima libera vapore, poi gas e fumo, e solo dopo diventa brace. Quel fumo è combustibile: se passa in mezzo a una fiamma viva brucia e scalda, se invece sale senza incontrare la fiamma esce così com’è, e lungo la strada si attacca al vetro e alla canna fumaria.

Lo sapevate? Una parte del fumo che esce dal comignolo è fatta di sostanze combustibili che non hanno finito di bruciare. Insieme al fumo se ne va anche un po’ del calore che la legna poteva darvi. E quella legna l’avete pagata.

Accendendo dal basso, il fuoco scalda subito tutta la legna che ha sopra. Quella legna comincia a fumare quando la fiamma è ancora piccola e non riesce a bruciare quel fumo. In più, all’inizio la canna fumaria è fredda e tira poco: il fumo resta nel focolare, sporca il vetro e a volte esce in casa.

Cosa cambia accendendo dall’alto

Il fuoco parte in cima e scende piano, un poco alla volta. La legna sotto si scalda gradualmente e i gas che libera passano tra le fiamme che stanno sopra: così buona parte brucia invece di uscire come fumo. E con la fiamma in alto, vicino all’imbocco della canna, di solito anche il tiraggio parte prima.

In pratica: meno fumo all’accensione, vetro che resta pulito più a lungo, meno catrame nella canna fumaria e un fuoco che, una volta partito, va avanti regolare per un bel po’ senza dover aggiungere legna di continuo.

Stare in ginocchio a soffiare sul fuoco è un classico delle serate d’inverno. Ma non è obbligatorio: con legna secca e aria aperta, il fuoco parte senza bisogno di fare da mantice.

Cosa dicono gli studi

L’accensione dall’alto non è un’abitudine di qualcuno: è stata misurata in laboratorio e nelle case, e oggi la raccomandano enti pubblici e ricercatori di diversi paesi.

  • In laboratorio. Uno studio francese pubblicato sulla rivista scientifica Biomass and Bioenergy (Brandelet e altri, 2018) ha confrontato le due accensioni sulla stessa stufa con la stessa legna. Accendendo dall’alto le polveri totali sono calate di circa un terzo, le sostanze organiche nelle polveri del 73% e i gas incombusti si sono dimezzati. Lo studio segnala anche un aumento della fuliggine nera (il cosiddetto carbonio elementare): non esiste un metodo che migliori tutto, ma le riduzioni sono importanti su diverse emissioni.
  • Nelle case. Una ricerca austriaca del 2024 (Sturmlechner e altri, Atmospheric Environment: X) ha misurato le emissioni di stufe vere, nelle case, prima e dopo aver insegnato ai proprietari ad accendere e caricare correttamente, accensione dall’alto compresa. Solo cambiando abitudini, il monossido di carbonio è sceso di circa il 42%, le polveri del 45% e il benzo(a)pirene, una sostanza cancerogena, del 76%. Sono i risultati di tutte le buone abitudini insieme, non solo dell’accensione dall’alto. Prima del corso, solo un partecipante su cinque accendeva dall’alto.
  • In Italia. La guida “Come riscaldarsi con il legno” di Regione Umbria e AIEL (l’associazione italiana delle energie agroforestali) mette l’accensione dall’alto nel suo decalogo, insieme a legna con umidità sotto il 20% e al divieto di bruciare carta, plastica e legno verniciato.
  • In Svizzera e in Danimarca. L’Ufficio federale dell’ambiente svizzero la indica come il modo di accendere con meno emissioni nella maggior parte dei casi. In Danimarca l’agenzia per l’ambiente l’ha messa tra i consigli di una campagna nazionale fatta insieme all’associazione degli spazzacamini.

Per voi, in pratica, vuol dire meno fumo in casa e fuori, meno sporco su vetro e canna fumaria, e aria più pulita per chi vi abita intorno.

Cosa serve

  • Legna ben secca, con umidità sotto il 20%: di solito servono uno o due anni di stagionatura, a seconda del tipo di legna e di come è conservata. Con la legna umida nessun metodo funziona bene (ne parliamo in Legna da ardere in Sardegna). Se potete, tenete la legna della serata qualche ora in casa prima di accendere, lontano dal fuoco e dalle superfici calde.
  • Qualche ciocco più grosso per la base, qualche pezzo medio e alcuni legnetti sottili, più o meno come un pollice. Vanno bene quelli di legna tenera, che prendono fuoco facilmente.
  • Un accendifuoco. Meglio quelli in lana di legno e cera, senza liquidi: si accendono con un fiammifero e durano abbastanza da far partire i legnetti. Li usiamo da anni a casa nostra.

Niente carta di giornale, cartone, cassette della frutta, legno di bancale o legno verniciato: fanno fumo, sporcano più di tutto il resto e alcuni sono proprio vietati. E mai alcol, benzina o altri liquidi infiammabili per accendere: sono la causa di molti incidenti domestici.

Come si fa, passo per passo

Illustrazione di una stufa a legna con lo sportello aperto e la legna pronta per l'accensione dall'alto: ciocchi sotto distanziati, legna di traverso, castelletto basso di legnetti con l'accendifuoco in cima e spazio libero sopra
Illustrazione: stufa a legna pronta per l’accensione dall’alto. Ciocchi più grossi sotto, legna di traverso, castelletto basso con l’accendifuoco in cima e tanto spazio libero sopra.

Le regolazioni dell’aria cambiano da un modello all’altro: per la vostra stufa o il vostro caminetto chiuso valgono sempre le istruzioni del fabbricante.

  1. Aprite l’aria. Prima di accendere aprite del tutto le prese d’aria della stufa e, se c’è, la valvola della canna fumaria. Nei caminetti chiusi, aprite anche la presa d’aria per l’accensione, se il vostro ne ha una.
  2. Mettete sotto i ciocchi più grossi. Due o tre, uno accanto all’altro, lasciando un dito di spazio tra l’uno e l’altro perché l’aria possa passare.
  3. Sopra, i pezzi medi. Uno strato di legna più sottile, messa di traverso rispetto a quella sotto, sempre un po’ distanziata.
  4. In cima, il “castello” di accensione. Alcuni legnetti sottili incrociati a strati, a quadrato, con l’accendifuoco in mezzo.
  5. Accendete l’accendifuoco e chiudete lo sportello (nelle stufe e nei caminetti chiusi). Il fuoco partirà in cima e scenderà da solo: non serve soffiare né smuovere la legna.
  6. Lasciate l’aria aperta finché la legna non brucia bene, con fiamma viva. Riducetela solo dopo, un poco alla volta, e mai fino a soffocare il fuoco.

Come mettere la legna nel focolare. Dipende dalla forma: nei focolari stretti e profondi i ciocchi vanno con la punta verso di voi; in quelli larghi e poco profondi, di lato; nei focolari stretti e alti si possono mettere anche in piedi. L’importante è che restino un po’ distanziati e che il castello stia sempre in cima.

Come capire se sta bruciando bene

Illustrazione della stessa stufa accesa dall’alto: fiamma viva sul castelletto in cima, legna sotto ancora intera, vetro pulito
Illustrazione: accensione dall’alto avviata. Fiamma viva in cima, legna sotto ancora intera, vetro pulito.
  • La fiamma è viva e chiara, non fiacca e rossiccia.
  • Il vetro resta pulito, o si appanna appena all’inizio e poi si schiarisce.
  • Dal comignolo, dopo i primi minuti, il fumo quasi non si vede più. Se continua a uscire fumo denso per molto tempo, qualcosa non va: legna umida, poca aria o tiraggio scarso.
  • Alla fine resta cenere chiara e fine, non pezzi neri di legna mezza bruciata.

Dopo l’accensione: come aggiungere legna

Aggiungete legna quando la carica precedente è diventata brace e le fiamme si stanno abbassando, non prima. Un pezzo o due alla volta, appoggiati sulle braci, non il focolare pieno fino in cima. Dopo ogni carica lasciate l’aria un po’ più aperta per qualche minuto, finché la legna nuova non ha preso bene; poi potete ridurla di nuovo.

Quando avete finito, lasciate che il fuoco si consumi da solo. La valvola della canna, se c’è, si chiude solo quando le braci sono spente del tutto.

Gli errori più comuni

  • Chiudere l’aria troppo presto “per far durare la legna”: il fuoco non si spegne, ma brucia male, fa fumo e sporca vetro e canna. È la causa più frequente del catrame che troviamo nelle canne fumarie.
  • Riempire il focolare fino in cima: la legna ammassata non lascia passare l’aria e brucia male. E una stufa caricata troppo può anche surriscaldarsi.
  • Usare legna umida o appena tagliata: sfrigola, fa fumo e scalda poco, perché gran parte del calore se ne va per far evaporare l’acqua. La legna appena tagliata può essere fatta per quasi metà d’acqua: accenderla è un po’ come voler bruciare una spugna bagnata.
  • Accendere con la carta di giornale: fa tanta fiamma per pochi secondi, poi tanta cenere leggera che vola in canna.

Domande frequenti

Il fuoco acceso dall’alto non si spegne? No, se la legna è secca e l’aria è aperta. Le prime volte sembra lento, perché non fa la fiammata dell’accensione dal basso, ma poi va avanti regolare e a lungo.

Funziona anche nel caminetto aperto? Sì, se la canna fumaria tira bene, e anzi aiuta anche lì a fare meno fumo all’inizio. Ricordate di aprire la valvola della canna, se c’è.

Vale anche per termocamini e stufe a pellet? Per i termocamini a legna di solito sì, ma controllate il libretto. Le stufe a pellet invece si accendono da sole, e alcune stufe e caldaie a legna (per esempio quelle a fiamma rovesciata) sono progettate per accendersi in un altro modo: in quei casi vale il libretto del fabbricante.

Se il fumo entra in casa, non insistete a riaccendere: aprite le finestre e fate controllare l’impianto. Se accendete bene, con legna secca e aria aperta, ma il fuoco continua a fare fumo in casa o il vetro si annerisce in fretta, il problema probabilmente non è l’accensione ma il tiraggio: leggete Il camino fa fumo in casa e Vetro della stufa annerito, e fate controllare la canna fumaria.

Il fuoco fa fumo anche acceso bene?

Controlliamo la canna fumaria e vi lasciamo un rapporto scritto di quello che abbiamo trovato.

Fonti: B. Brandelet e altri, “Impact of ignition technique on total emissions of a firewood stove”, Biomass and Bioenergy, 2018 · R. Sturmlechner e altri, “Potential of user training for reducing emissions of firewood stoves”, Atmospheric Environment: X, 2024 · Regione Umbria e AIEL, “Come riscaldarsi con il legno” · Ufficio federale dell’ambiente (UFAM), “Riscaldare con la legna, ma correttamente” · Repubblica e Cantone Ticino, scheda “Accensione dall’alto” · Agenzia danese per l’ambiente (Miljøstyrelsen), campagna con l’associazione degli spazzacamini.

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