Incendio della canna fumaria: i segnali e cosa fare subito

Depositi di creosoto e catrame rimossi da una canna fumaria

SardaCAMINI SPAZZACAMINI ·

Un rombo come un treno dentro il camino, scintille dal comignolo: può essere un incendio della canna fumaria. Prima cosa: uscite di casa e chiamate il 112 o il 115. E anche se sembra spento, non riaccendete finché l’impianto non è stato controllato.

L’incendio della canna fumaria capita soprattutto in inverno, quando gli impianti lavorano di più. Una delle cause più frequenti sono i depositi combustibili nella canna, come la fuliggine e il creosoto, il catrame che si forma soprattutto bruciando legna umida o tenendo il fuoco con l’aria chiusa: quando prendono fuoco, dentro la canna si raggiungono temperature altissime. Sapere cosa fare nei primi minuti fa la differenza.

Non è un caso raro. Nel 2023 i Vigili del Fuoco sono intervenuti in Italia 10.225 volte per incendi partiti da un camino o da una canna fumaria: quasi 30 al giorno (fonte: Annuario statistico del Corpo nazionale dei Vigili del Fuoco). Le cause che vediamo più spesso nel nostro lavoro sono due: depositi nella canna e impianti installati senza rispettare le istruzioni del fabbricante.

I segnali

  • un rombo forte, come un treno o un aereo, con vibrazioni della canna;
  • scintille e fiamme che escono con forza dal comignolo;
  • fumo denso e odore acre che escono dal camino o dalle fessure;
  • pareti della canna o muri vicini molto caldi, a volte con crepe;
  • pezzi di catrame o di mattone incandescenti che cadono nel focolare.

Cosa fare subito

  1. Fate uscire subito tutti di casa, bambini e animali compresi.
  2. Uscendo, chiudete le porte dietro di voi e usate le scale, non l’ascensore. Concordate in famiglia un punto di ritrovo fuori casa.
  3. Chiamate il 112 (o il 115, i Vigili del Fuoco), anche se vi sembra che si stia spegnendo da solo.
  4. Solo se potete farlo senza rischi, mentre uscite: chiudete lo sportello del caminetto o della stufa e le prese d’aria del focolare, per togliere aria al fuoco.
  5. Non perdete tempo a spostare mobili e non salite nel sottotetto: aspettate fuori i soccorsi.
  6. Non cercate di spegnere l’incendio da soli: aspettate i Vigili del Fuoco.

Cosa non fare mai

  • Non buttate acqua nella canna, né dal basso né dal tetto: le pareti roventi si raffreddano di colpo e si crepano, e il vapore fa altri danni.
  • Non salite sul tetto: è pericoloso e il fumo è tossico.
  • Non aprite lo sportello per «vedere come va»: entra aria e il fuoco riprende forza.

Dopo l’incendio

Anche se tutto sembra a posto, non riaccendete il camino o la stufa finché l’impianto non è stato controllato. Un incendio può crepare le pareti o danneggiare il condotto senza che si veda da fuori. La pulizia e una videoispezione, che mostra lo stato della canna dall’interno, sono il primo passo ma da sole possono non bastare: possono servire anche una prova di tenuta e una verifica di idoneità dell’impianto da parte di un’impresa abilitata.

Dopo un incendio ogni canna fumaria va controllata, qualunque sia il materiale: le parti danneggiate vanno riparate o sostituite, secondo le indicazioni del fabbricante, e va verificata la tenuta ai fumi. Le canne in acciaio non fanno eccezione: non sono autopulenti, e anche al loro interno si accumulano fuliggine e catrame che possono prendere fuoco. Nel nostro lavoro sono tra quelle che vediamo prendere fuoco più spesso: ci capita di trovarle lasciate per anni senza pulizia, perché considerate indistruttibili.

La targa del camino: G, O e la distanza dal legno

Ogni camino marcato CE ha una targhetta con una sigla, per esempio T400 N1 D 3 G50. Per chi brucia legna o pellet conta soprattutto l’ultima parte:

  • G: il camino è costruito e provato per resistere a un incendio di fuliggine. Con legna e pellet serve la G.
  • O: il camino non è resistente all’incendio di fuliggine.
  • Il numero dopo la G (per esempio G50) è la distanza minima in millimetri che deve restare tra l’esterno del camino e i materiali che possono bruciare: travi, perlinato, legno del tetto, controsoffitti. G50 vuol dire almeno 50 millimetri.

La sigla da sola non basta: il passaggio nel tetto va fatto seguendo le istruzioni di posa del fabbricante.

È qui che nascono molti dei problemi che troviamo sui tetti: il passaggio a tetto fatto con un tubo monoparete appoggiato alle travi o al perlinato, oppure una doppia parete montata senza rispettare la distanza della targa. Un esempio tipico: sulla targa c’è scritto G50, cioè almeno 50 millimetri tra l’esterno del camino e qualsiasi materiale che può bruciare. Sul tetto, invece, la trave è a 10 millimetri: un quinto della distanza richiesta. Quando dentro la canna brucia la fuliggine si superano i 1.000 °C, e il legno che tocca l’acciaio può prendere fuoco. Il manuale tecnico ARCA «Camino sicuro» indica i camini realizzati male tra le maggiori cause degli incendi dei tetti.

Quando puliamo la canna guardiamo anche questo: se vediamo un attraversamento sospetto o una distanza non rispettata ve lo diciamo. La correzione spetta poi a un fumista o a un’impresa abilitata.

E l’assicurazione?

Molte polizze incendio chiedono di dimostrare che l’impianto era mantenuto. Conservate il rapporto di pulizia che vi lasciamo a fine lavoro: la sola ricevuta potrebbe non bastare. Controllate cosa prevede la vostra polizza.

Come evitarlo

  • Bruciate solo legna secca, con meno del 20% di acqua sul peso totale, o entro il limite indicato dal fabbricante.
  • Non tenete il fuoco basso con l’aria chiusa per farlo durare: favorisce i depositi di catrame nella canna.
  • Fate pulire la canna fumaria con regolarità: il nostro consiglio è ogni 30 quintali circa di legna bruciata e comunque almeno ogni due anni, salvo indicazioni più restrittive del fabbricante.

Pulire ogni 30 quintali non è una garanzia. Il numero di quintali serve a programmare la manutenzione, ma non è una soglia di sicurezza: non vuol dire che a 29 quintali la canna non possa prendere fuoco e a 30 sì. I depositi si formano fin dalla prima accensione, e una fiammata alta può innescarli anche dopo pochi quintali.

La pulizia regolare non rende impossibile l’incendio: lo rende meno probabile e, se succede, meno grave. In un incendio di fuliggine si raggiungono circa 1.000 °C, con picchi fino a 1.300 °C (fonte: AIEL, Guida camino). Con meno fuliggine e catrame nella canna c’è meno materiale che brucia: l’incendio dura meno e fa meno danni alla canna e alla casa.

Per questo, tra una pulizia e l’altra, l’attenzione resta sempre: niente fiammate alte, legna secca e il caminetto o la stufa usati come indica il fabbricante.

In caso di emergenza seguite le istruzioni dell’operatore del 112 o del 115.

La prevenzione migliore è una canna pulita

Per la pulizia o un controllo della vostra canna fumaria scriveteci o chiamateci. Se c’è stato un incendio, ditecelo subito: la sola pulizia potrebbe non bastare.

Oppure, se non vi serve subito:

Lasciateci nome, telefono e comune: in primavera vi chiamiamo noi per la pulizia di fine stagione.